Anna Cappelli, la follia d’amore

Da Bresciaoggi 04.03.2015

Al teatro Sancarlino il dramma è stato donna. Nel nome di «Anna Cappelli» la pièGiorgioRosace che ha offerto uno spaccato della difficile vita emotiva di una giovane alla prova della vita e dell’amore. «L’opera – spiegano Laura Floris e Roberto Toffoli dell’Associazione Officine Mentali – ha voluto inserirsi nel nostro calendario di proposte culturali e offrirsi al pubblico più ampio come occasione di riflessione in previsione della prossima festa della donna. Con questo spettacolo – hanno detto – siamo riusciti a far apprezzare agli spettatori un personaggio unico, splendido e complesso». Il pubblico ha gradito, ha salutato con molti applausi la straordinaria e inattesa figura di Anna e il suo monologo interiore. «Un racconto di incredibile sensibilità ma al contempo umile, comune, di apparente e dolorosa normalità – spiega il regista Giorgio Rosa – questa figura femminile mette a nudo paure e bisogni di tutti. Oggi ancor più intensamente di quanto non facesse in origine – osserva Rosa -, in quel 1986 in cui Annibale Ruccello scrisse questo difficile e bellissimo testo». Anna Cappelli è l’insoddisfatta impiegata innamorata del proprio capoufficio, la provinciale introversa che non va d’accordo coi genitori, che odia la sua condizione, soffre, s’ingegna, argomenta piccole soddisfazioni, si dibatte nella futilità delle speranze e, infine, affida tutto a quella sua relazione tanto mal concepita. Lui è un uomo benestante e il miraggio del perbenismo diviene ossessione per l’affrancamento sociale. Una quotidiana follia, a poco a poco, s’impossessa della donna. A vestire gli impegnativi panni teatrali della protagonista e tradurla verso lo sconcertante epilogo, è stata Alessia Gabuja, che ha fatto proprio di quest’opera la sua tesi di laurea in arte drammatica all’acccademia LABA. Al termine della rappresentazione Carla Boroni, docente della Cattlivca e presidente del Ctb e la psicologa Carla Pagni, hanno raccolto il testimone della serata e, moderate dalla giornalista Italia Brontesi. Si sono confrontate con i presenti riflettendo sulla condizione femminile e sull’amore tra le convenzioni . Anna Cappelli è andata in scena col patrocinio del Comune di Brescia, in collaborazione e col patrocinio di Fondazione Asm e Provincia di Brescia.

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